Wednesday, 22 November 2017
Miscellanea

Bonifico internazionale: cos’è e come farlo

Cos’è un bonifico internazionale, guida a come fare

Il bonifico è un’operazione che consente di trasferire una somma di denaro da una persona (fisica o giuridica) detta ordinante a una (fisica o giuridica) detta beneficiario. Il vantaggio rispetto a uno scambio classico è che al costo di una commissione, quando prevista, possiamo trasferire soldi anche da casa. Un bonifico si effettua attraverso un conto corrente oppure portando denaro direttamente allo sportello della banca. Oggigiorno sono rare le banche che non consentono di effettuare il bonifico online. Per identificare un conto corrente bastavano il nome della banca e il numero di conto corrente. Ma dal primo gennaio del 2008 è sufficiente il codice IBAN (International Bank Account Number), che riunisce coordinate bancarie e numero di conto. Ecco che per effettuare un bonifico dall’Italia verso l’Italia è sufficiente l’IBAN. Mentre un bonifico internazionale è, evidentemente, un’operazione che consente di trasferire una somma di denaro da e verso l’estero.

In Italia il codice IBAN è composto da 27 campi: i primi due campi identificano il codice del paese (IT per l’Italia); il terzo e il quarto campo costituiscono il codice di controllo (2 numeri variabili), il quinto campo è occupato dal codice BBAN di controllo (che è un altro carattere variabile); i campi che vanno dal sesto al decimo formano il codice ABI dell’istituto di credito; i campi che vanno dall’unidicesimo al quindicesimo costituiscono il codice CAB, cioè lo sportello dell’istituto di credito; gli ultimi 12 caratteri identificano il numero di conto corrente.

Il codice IBAN non è sufficiente a effettuare un bonifico internazionale: si ricorre a un codice aggiuntivo detto codice BIC (Bank Identifier Code), più comunemente noto come codice SWIFT. Che è composto da un numero di caratteri alfanumerici compreso tra 8 e 11. Il resto rimane invariato, rispetto al bonifico intra-nazionale: cioè occorre indicare il nome del beneficiario e la causale che giustifica la transazione.

Si sente parlare spesso anche di codice CRO (codice di riferimento dell’operazione), che però non è necessario alla transazione. Si tratta praticamente di una ricevuta che certifica l’avvenuto trasferimento di fondi.

Sostanzialmente, quindi, il bonifico internazionale non differisce da quello nazionale. E le modalità da esegure per effettuarlo sono all’ingrosso le stesse. Con l’accorgimento di valutare, volta per volta, che la banca presso la quale intendiamo trasferire denaro sia abilitata al trasferimento di fondi all’estero. Se così non fosse, non dovremmo fare altro che effettuare il bonifico presso un’altra banca. Oppure procedere ad altro tipo di trasferimento, per esempio attraverso i Transfer Money (ma si presti attenzione alle commissioni, che possono essere salatissime). In genere, rimanendo in area SEPA (Single euro payments area), il bonifico internazionale non differisce (in tempo e costi) dal bonifico intra-nazionale. Del resto, l’area Sepa è stata introdotta proprio per semplificare le procedure e, attraverso la diminuzione delle tariffe, per rendere più conveniente e sicuro il mercato dei servizi a pagamento.

Realtà vuole però che anche all’interno dell’area SEPA il bonifico internazionale possa comportare tempi più lunghi e costi maggiori. In genere tempi e costi variano al variare delle banche. Possiamo dire che per un bonifico internazionale potrebbero passare sette giorni o più perché il denaro venga effettivamente trasferito al beneficiario, mentre invece il bonifico intra-nazionale richede un tempo medio di 2 o 3 giorni lavorativi. E’ contemplata anche la possibilità che una banca incorra in multe se non dimostra la fondatezza del ritardo. I tempi si possono allungare, anche, nella misura in cui la banca ordinante effettua una serie di controlli per verificare la provenienza del denaro.

I costi di un bonifico internazionale

Un bonifico nazionale varia da zero a pochi euro, mentre la commissione di un bonifico internazionale potrebbe essere salata o addirittura molto salata, anche una quindicina di euro. Normalmente la spesa va da un minimo di 3 a un massimo di 8 euro nel caso di un bonifico verso paesi SEPA, ovvero le 27 nazioni dell’Unione Europea più Liechtenstein, Svizzera, Islanda, Norvegia e Principato di Monaco. Quando, invece, si effettuano bonifici internazionali verso paesi che non appartengono all’area SEPA, le commissioni possono essere a carico sia dell’ordinante sia del beneficiario. Con tutte le opzioni del caso.

Come compilare un bonifico bancario internazionale?

Il richiedente (si ricordi di esibire documento d’identità e codice fiscale) compila un modulo prestampato che deve contenere: i dati personali dell’ordinante con il codice fiscale; i dati del beneficiario, con i codici IBAN e SWIFT, la banca d’appoggio e la filiale; l’importo del bonifico; la data di compilazione; la causale; il tipo di bonifico, che in questo caso è quello internazionale, che richiede eventualmente il pagamento in una valuta diversa dall’euro (approfondiamo più avanti); le proprie coordinate bancarie; la firma. Dopo che il modulo viene caricato sul sistema della banca, l’operatore bancario consegna al cliente una ricevuta di avvenuto trasferimento.

Non sono dissimili i passaggi quando si tratta di effettuare un bonifico internazionale online per mezzo della chiavetta. L’unica differenza è costituita dal codice di sicurezza inviato sulla chiavetta dalla banca. Anche qui viene rilasciata una ricevuta telematica (anche via mail) sulla quale è indicato il CRO. In caso di problemi farà fede il CRO.

Ora, ipotizziamo di fare un bonifico internazionale dall’estero. Anche qui, naturalmente, si tenga presente che ogni banca ha le sue direttive da seguire. Per intanto, un conto bancario e un conto postale differiscono di poco, ma vediamo cosa li accomuna. Necessitiamo di IBAN e SWIFT, certamente. Anche qui, lo SWIFT può non essere necessario per paesi della zona SEPA. E anche qui, naturalmente dobbiamo indicare i dati della persona (fisica o giuridica) che beneficerà del nostro trasferimento. Con l’accortezza di indicare il numero di rata, se stiamo procedendo a un pagamento rateale, quando non è necessaria l’indicazione del numero totale di rate da pagare (si forniscano questo tipo di dati all’ordinante, dovessimo essere noi i beneficiari). Accediamo al nostro conto immettendo user e PIN e cliccando sulla voce “bonifico”. Quindi compiliamo il form dei dati e completiamo con l’importo da pagare. Fin qui conti postali e conti bancari non differiscono: la differenza sostanziale è nell’entità della commissione.

Quando vogliamo trasferire soldi da una valuta (per esempio, l’euro) a un’altra valuta (per esempio, la sterlina), cosa succede e come ci conviene procedere? Alla commissione del bonifico uscente (in euro nel nostro caso) va aggiunta l’eventuale commissione del bonifico entrante (in sterlina) e il cambio valuta (poniamo, del 6%). Si finisce per perdere (regalare alle banche) anche più del 10% dei soldi che vogliamo trasferire. Non c’è un modo per risparmiare? Dal 2011, a quanto pare, sì. C’è un’azienda multinazionale britannica che lavora con il principio peer-to-peer per trasferire denaro da un paese all’altro. Il principio è molto semplice: s’è pensato alla possibilità che i nostri fondi (che, poniamo, vogliamo girare al beneficiario) non lascino mai il nostro paese, cioè che vengano combinati con i fondi di altre persono che viaggiano in senso inverso. Così si tagliano le commissioni bancarie di cambio. L’azienda che fornisce questo servizio si chiama TrasferWise (che gestisce un sito omonimo). Ma non trascuriamo le alternative a TrasferWise: segnalo Currencyfair e Worldremit. Non c’è trucco e non c’è inganno, con questi servizi risparmieremmo non poco. Ciò che ancora lascia pensare, semmai, è il fatto che si sia arrivati così tardi a questo tipo di soluzione.